Archivi tag: Comportamento

La terza via


Pensavo, fino ad un paio di giorni fa, che ci fossero solo due modi di rapportarsi con la fedele tazza che accompagna tutti i lavoratori in terra britannica sulle loro scrivanie: lavarla ossessivamente anche più volte al giorno o convivere con perenni macchie marronacce, perché ci sono poche sostanze che macchiano più efficacemente del tè. Poi, però,  ho incontrato un mio collega al lavandino intento a lavare la sua tazza e mi ha detto, col sorriso soddisfatto di chi non deve più scendere a compromessi con una tazza disgustosamente coperta di macchie marroni: “ho trovato un modo per pulire perfettamente la mia tazza”. Poi mi ha mostrato orgogliosamente un misterioso flacone estratto da sotto al comune lavandino, sulla cui etichetta campeggiava un scritta che recitava più o meno così: “per la pulizia giornaliera del tuo bagno”.

Annunci

Cosa fanno gli italiani all’estero – fregano


Ci saranno senz’altro alcuni italiani all’estero che fregano, che “non pagano il biglietto del tram, passano con il rosso, cercano in ogni modo di evadere le tasse”, ma io vedo una certa tendenza al miglioramento, ad imparare il senso civico stando in un posto dove attorno a te il senso civico lo vedi (e non necessariamente questo posto è all’estero). Gli italiani che mi vedo attorno io, dopo un po’ sono come addomesticati da una società più sana e imparano a comportarsi meglio. Ciò che non abbiamo ancora imparato, purtroppo, è quello che secondo me è il vero segreto di questa società più sana: il coraggio di rompere i coglioni.
È la testardaggine e la dignità di quella nonnetta che camminava davanti a me un giorno e che, vedendo una signora buttare una carta per terra, l’ha raccolta, ha chiamato la malcapitata e le ha gridato severa “signora, ha perso questo”. È il coraggio che non ho avuto io, per esempio, quella volta in cui ho visto un mio lontano parente parcheggiare sulle strisce pedonali per entrare dal panettiere: ho pensato che fosse incivile, ma poi ho sorriso, l’ho salutato e sono tornato a casa.

Cosa fanno gli italiani all’estero


Mi sono imbattuto per caso in questo post (abbastanza brutto, a mio parere) sul sito del Fatto Quotidiano: Italiani all’estero, ecco come passano realmente il loro tempo. Ho deciso di prenderne spunto, perchè in fondo parla di me e di quello di cui amo parlare io, ma soprattutto perché è articolato in sette punti e mi dà così l’opportunità di scrivere sette post, più uno di presentazione che sarebbe questo: in questo periodo di blocco del blogger, come farsi scappare questa ghiotta opportunità?
Certo non potrò sfuggire all’inevitabile errore della generalizzazione, ma visto l’abbondante uso che ne ha (impropriamente) fatto l’autore del post, credo di poter stare tranquillo.

Il guidator cortese


No, tenere la sinistra per strada non è la cosa più strana del guidare nel Regno Unito. Il libretto che si deve studiare per ottenere la patente in questo Paese, nel capitolo intitolato “Guida difensiva”, spiega come guidare in modo da “salvare vite, tempo e denaro”. Prontezza di riflessi, eccellenza nel controsterzo, determinazione: questo diremmo noi italici discendenti di Nuvolari. Un poco turbato, invece, mi sono imbattuto in ciò che qui è considerato tra le cose fondamentali da raccomandare per la sicurezza stradale: la cortesia.

Chiedere per favore


IMAG0137
Perché a volte basta chiedere con gentilezza.

Della bruttezza


Ci sono zone in cui la bruttezza è endemica, interi quartieri ne sono infestati. Sono brutte le strade, le case e gli alberi. Sono brutte le persone, i loro vestiti e le loro voci e ci si passa attraverso come in apnea, con la confusa speranza che finisca presto. E non parlo di case o persone non tanto belle, non voglio fare lo schizzinoso,  sto parlando di bruttezza quasi pura o meglio assenza quasi totale di bellezza. Parlo di donne grasse, sdentate e con i capelli unti, di uomini con la barba incolta, la tuta da ginnastica logora e che puzzano di alcool. Parlo di giovani madri sguaiate e truccate da puttane che bestemmiano come scaricatori di porto, spesso all’indirizzo dei loro piccoli, coperti di bava e briciole di patatine fritte. Sono luoghi che danno l’impressione di non aver mai avuto niente di bello nel raggio di un chilometro, sono persone grottesche che sembrano non averne nessun desiderio. Spesso noi facciamo confusione e raccomandiamo ai connazionali di evitare certe zone, confondendo irrazionalmente bruttezza e pericolosità. O forse abbiamo istintivamente ragione.

Il vero dizionario Inglese – Italiano: rude


rude [ ruːd] adj: detto di persona che usa essere spontanea, trasgredendo così alle regole comportamentali inglesi.

he’s been so rude: mi ha guardato negli occhi