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Cosa fanno gli italiani all’estero – mangiano da schifo


Ah sì? E di dove sono allora, dove lavorano, gli chef che infestano le televisioni italiane? Joe Bastianich, Heston Blumenthal, Gordon Ramsey, Jamie Olivier solo per citare i più famosi, sono tutti stranieri e ce ne sono molti altri. L’altro giorno, non volevo credere ai miei occhi quando su rai 3 ho visto un giapponese spiegare come si cucina la pasta. Non solo fuori dall’Italia si può mangiare benissimo, ma alcuni Paesi sono famosi in tutto il mondo per la loro cucina: davvero qualcuno crede che in Giappone, Francia, Tailandia, Spagna si mangi peggio che in Italia?
Perfino in Inghilterra (e sapete già come la penso, se mi leggete) si può mangiare benissimo. Non solo ci sono ottimi ristoranti di cucina internazionale, non solo si possono trovare ingredienti da tutto il mondo per fare da sè, ma anche gli inglesi hanno reimparato a cucinare cibi della loro tradizione. Purtroppo io non ho viaggiato molto, ma ovunque io sia stato, ho notato che basta essere in campagna per mangiare benissimo e generalmente gli italiani che non mi credono sono quelli che mangiano in pizzeria quando vanno a Londra. Avrebbe dovuto capire, Cavezzali, che la supremazia della cucina italiana era una balla quando a spiegargliela in televisione arrivò Benedetta Parodi.

Il vero dizionario Inglese – Italiano: cheese


cheese [tʃiːz] n: il solito noiosissimo cheddar.

Creare aspettativa


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Pare che questo nuovo bar che stanno per aprire tirerà un sacco, più di un carro di buoi.

Il vero dizionario Inglese – Italiano: ice-cream


ice-cream [aɪs kriːm] n: crema di ghiaccio

Tutto è relativo


Alla fine di una buonissima cena (tra l’altro nello stesso ristorante che comparve, nascosto dentro la parola Kerala, in questo post), il colossale e sorridente cameriere indiano mi chiede di dove sono.
“Ah, Italia! Ci sono stato qualche volta, quando lavoravo nella moda. A Milano, soprattutto. Una bellissima città”. Io sorrido e fingo di compiacermi, mentre davanti agli occhi mi passano le strade grigie di Lambrate, le code chilometriche di auto, le cacche dei cani per strada e i loro padroni (dei cani, non delle cacche, sebbene…), l’afa, la nebbia, il freddo e le PM10. “Ma Venezia è il posto che mi è piaciuto di più! Stavamo in un hotel bellissimo, avevi la reception qui e lì c’era l’acqua. Pazzesco”. Io penso, be’ sempre meglio di Milano, mentre considero i piccioni, l’acqua alta, l’afa, il freddo e la puzz… Ma lui mi anticipa: “e a quelli che mi dicono che Venezia puzza, io rispondo sempre: vai in India e vedrai cosa è davvero la puzza”

Equivalenze


L’amico Simone, un paio di giorni fa, mi ha segnalato che sulle televisioni italiane non parlano solo bene di Bristol. Eccomi dunque in dovere di postare il link alla puntata di Striscia la Notizia nella quale hanno trattato di prodotti tarocchi spacciati per italiani nei ristoranti. Loro, i non italiani, si siedono sotto mandolini e foto varie appese al muro, di fianco a scaffali di pummarole e fusilli e sono felici così, senza bisogno di parmigiano vero o di piatti fatti come si deve. Abbiamo un bel fare noi a non andarci mai e un bel dir loro “non è proprio cucina italiana”, ma io ho l’impressione che non serva a niente. La colpa è di chi, maliziosamente, gli rifila la sola, non loro che non hanno idea di cosa dovrebbero ricevere nei loro piatti o di cosa sia quella roba che cercano di descrivere con la parola proschiutto. Oggi, per dire, il tipo che mi ha consegnato la spesa ordinata online mi ha comunicato che uno dei prodotti non era disponibile ed è stato sostituito con uno equivalente. Nel mio frigo, ora, ho un pezzo di formaggio Manchego al posto della mortadella, che, ora ne sono certo, non hanno la minima idea di cosa sia.

Il vero dizionario Inglese – Italiano: parsley


Parsley [ˈpɑːslɪ] n: costoso vegetale britannico, dalla forma simile al prezzemolo e dal sapore di erba comune