Cosa fanno gli italiani all’estero – fanno lavori del cavolo


Ha forse ragione Cavezzali nel suo post a dire che molti di noi finiscono per fare lavori umili: “Ora puliscono cessi a Nantes. Che vuoi mettere un cesso di Nantes contro un cesso di San Lazzaro di Savena!?” Il fatto fatto è che un cesso di Nantes e un cesso di San Lazzaro di Savena sono diversi per davvero, non fosse altro per il fatto che se pulisci un cesso emilano o italiano in generale hai molte meno probabilità di trovare un lavoro migliore. L’Italia, in fatto di mobilità sociale, è messa peggio di molti dei Paesi dove siamo espatriati e continuiamo ad espatriare. Non dico che tutti quelli che puliscono i cessi in Germania, diventino amministratori delegati della Mercedes, ma la possibilità di migliorare la tua vita professionale, quella c’è all’estero molto più che in Italia. Il fatto che il nostro Paese attiri ormai molti meno immigrati perfino da Paesi più poveri, mi fa credere di non essere molto lontano dalla verità.

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2 risposte a “Cosa fanno gli italiani all’estero – fanno lavori del cavolo

  1. Posso aggiungere che qui se ti assumono per lavare i cessi ti fanno un contratto regolare e ti pagano i contributi, magari in Italia te lo offrono come lavoro in nero oppure ti pagano quando capita.

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